Tutto ha inizio nei primi anni del nuovo millennio, durante una cena conviviale a Porte Maillot, nel cuore di Parigi. Tra i sapori dell’alta cucina e il calore di un’amicizia storica, Michel Grosbost, parigino doc, confida ai suoi amici di sempre, Beppe e Franco La Sala, il desiderio di acquistare un vigneto nel Midi francese per produrre un vino capace di appagare lo spirito.
La risposta di Beppe e Franco non si fa attendere: perché cercare altrove ciò che la Sardegna possiede in modo naturale? Proposero di trasferire quel sogno nell’isola dove il sole è più vigoroso e la natura è intrinsecamente vocata alla viticoltura d’eccellenza. Michel, innamorato della Sardegna, accettò la sfida: l’obiettivo non era solo produrre vino, ma creare un’opera liquida che fosse espressione di gioia, emozioni e perfezione sensoriale.
Dalle parole ai fatti. Fu dato incarico ad un agronomo di individuare un terreno particolarmente adatto a vini rossi di grande struttura, con disponibilità d’acqua e un microclima favorevole. La scelta cadde sul territorio di Castiadas, nel sud-est della Sardegna, famoso per il Capo Ferrato. Qui fu acquistato un terreno sabbioso di disfacimento granitico, adiacente alla sorgente Rio S’Acqua Callenti, confinante con il Parco Naturale Regionale Minni-Minni. In questo ambiente di straordinaria bellezza furono messi a dimora Cannonau, Carignano, Merlot e Cabernet Sauvignon, secondo una sapiente proporzione suggerita da enologi e agronomi di maturata esperienza.